BioBetaBunker, “Catenaccio!” - Promo CD
By admin • Apr 12th, 2008 • Categoria: Articoli, Recensionidi VKK
“Esiste oggi una Avanguardia?”: tempo fa qualcuno si poneva questa domanda, ben poco peregrina, su queste stesse pagine — in versione cartacea (Flavio Nardi, Avanguardia? Appunti sulla direzione in cui procedere, “Orion” n° 260, maggio 2006). Era ciò che io stesso mi chiedevo da tempo nel corso di riflessioni inerenti la musica c.d. “non conforme”, auspicando una ventata di freschezza da realizzarsi preferibilmente attraverso l’implementazione di episodi elettronici, quando mi capitano a tiro questi italianissimi BioBetaBunker, artefici di un promo cd dal titolo accattivante: “Catenaccio!”.
Certo appare quanto mai ironico che per modellare il futuro della nostra musica si debba fare un salto indietro di vent’anni, andando a pescare a piene mani dai fasti di gente come Kraftwerk o Test Dept sapientemente miscelati a soluzioni decisamente più moderne, e senza tuttavia mai perdere un certo tocco retro; e tuttavia il “nuovo che avanza” non sempre segue logiche lineari ma ama compiacersi degli snodi, delle svolte improvvise, della potenza plastica dell’intuito.
L’Avanguardia, dunque. È proprio qui che si pone BioBetaBunker: a metà strada tra l’apripista SFS e l’ormai imminente devastazione drumica. BBB anello di congiunzione a saldare un catenaccio ideale tra ciò che è ancora vago e ciò che lentamente va ad assumere contorni netti, definiti e piacevolmente pericolosi. Futurismo in musica, innovazione artistica dal sapore anarcoide e dall’attitudine irriverente e antiaccademica, donec ad metam la fusoliera argentata della BBB-maschine piomba con la maschia delicatezza di un Boeing a scuotere tutta una scena onde imporle la tanto agognata svecchiata; le fiamme avvolgono tutto: uno spettacolo che avrebbe ammaliato e mosso alle lacrime i più sensibili tra i firmatari del Manifesto del 1909.
Dall’introduttiva “Centrifuga” alla dannunziana “Cosa fatta capo ha” hai la netta impressione di avere a che fare con un gioiellino, una prova di forza e bravura. In un crescendo intelligentemente dosato si va dai campionamenti vocali kraftwerkiani della marziale “FuegoVestaFire” a “Parla Italiano”, suscettibile di riportare all’orecchio persino una eco dei vecchi Pankow di “Brucia Europa Brucia”. L’anti-hollywoodiana “Quando capirai”, con la sua non banale foga fustigatrice nei confronti della plastic way of life a stelle&strisce si presenta come uno degli episodi più interessanti del promo, subito seguita dall’acida “Dune”, che vede la partecipazione straordinaria di Filippo Tommaso Martinetti (dopo Post Contemporary Corporation e ZetaZeroAlfa senz’ombra di dubbio testimonial del
“Donna Ama Passato”, anthem semi-misogino che alienerà fatalmente a BBB qualsivoglia simpatia (artistica o meno) del gentil sesso, strizza compiacente l’occhio ai Prodigy meno lisergici ma è la bellissima “Catenaccio!” a dare una scossa al pigro recensore, spingendolo drammaticamente a ballare e canticchiare oramai in ogni frangente: “di qui non si passa: Catenaccio! È l’Italia – l’Italia – l’Italia che difende!”, un brano destinato a diventare un piccolo inno elettronico.
Ritmiche sincopate, seducenti downtempos fanno da supporto al testo narrato, in puro stile futurista, dell’intimista “In verticale” che sfocia nella minimal techno di “Risvegli capitolini”, con le sue eco soffuse delle prodezze dei corrieri cosmici, i bassi caldi, vellutati, e i synths stellari in stile Klaus Schulze di “Dosburg Online”, laddove con la mafarkiana “Meningi di guerra” fa la sua comparsa, martellante come artiglieria di montagna, la fatale “cassa dritta” che, mettendo allo scoperto il nervo techno-EBM di BioBetaBunker farà storcere il naso a non pochi puristi e/o giolittiani della musica non conforme. Sulla stessa scia la militarista “Nuke”, l’episodio più duro del cd, che si muove tra sparatorie e interessanti aperture trance nella scelta dei giri di synth.
In chiusura “Cosa fatta capo ha”, in cui riemerge la vena più suburbana e londinese dei nostri, riecheggiando i già citati Prodigy (periodo “Music for the Jilted Generation”/”The Fat of the Land”), i Chemical Brothers più intelligenti e persino il miglior Oakenfold di “Ready Steady Go”.
Segnatevi questo nome: BioBetaBunker. Contagiosi come il dubbio, vischiosi come la verità.
Non ve ne libererete facilmente…


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