Domani è il 25 aprile
By admin • Apr 24th, 2008 • Categoria: Articoli, Spazio Dumasdi Alessandra Colla
Aprile è il più noioso dei mesi. Se Th.S.ELiot vivesse oggi, non so se insisterebbe a considerarlo crudele. Ma è un dato di fatto che da più di sessant’anni aprile c’incombe puntualmente tanto da farmi desiderare una riforma — non pretendo ribaltamenti in stile Rivoluzione francese, mi accontenterei anche di un “marzo bis”.
Non che sia colpa sua, povero mese strapazzato. Condannato per secoli ad accompagnarsi con “gentile” (in italiano non è che ce ne siano tanti, di aggettivi poetici in grado di rimare con “aprile”), dopo la breve parentesi creativa grazie al lodevole Eliot il quarto mese ha potuto godere di un felice anonimato fino al 1945.
È da allora, infatti, che questi trenta giorni di neoprimavera si sono ritrovati a grondare melassa retorica che, per essere rimestata da troppe dita e conservata sottovuoto senza mai rabboccarla, è da un bel po’ che puzza e appesta di miasmi quei pochi italiani che hanno conservato, fra le altre cose, anche un po’ di naso.
In questi giorni, se ne saranno accorti tutti, è un tripudio di commemorazioni poco gioiose ma molto grandguignolesche: da una parte e dall’altra (da sinistra e da destra, dico) c’è la conta dei morti col dovuto contorno di atrocità rammemorate in dettaglio, per non parlare dei soliti eroici combattenti — partigiani o in divisa regolare — accomunati dalla medesima naftalina e dai medesimi luoghi comuni di segno opposto ma di identico valore.
In queste settimane la mia casella di posta rigurgita giornalmente di comunicati, iniziative ed esternazioni individuali — cito alla rinfusa — contro la barbarie nazista, quella fascista, quella partigiana, quella comunista; per la salvaguardia, la difesa e la memoria dei valori resistenziali, democratici, europei, ario-romani, cattolici, cristiani, anticomunisti, antifascisti, antinazisti. Vorrei avere un soldino per ogni volta che vengono nominati Hitler, Mussolini, Stalin, Churchill, Togliatti, il partigiano Valerio, Degrelle, la brigata Garibaldi, la divisione SS Charlemagne, piazzale Loreto, S. Anna di Stazzema, Berlino: mi ci comprerei una scorta di Plasil da poter far fronte a tutti gli aprili prossimi venturi.
E mentre aspetto che passi quest’ondata di marea torbida, continuo a chiedermi se davvero non c’è un modo per lasciarsi alle spalle tutto questo; per poter cominciare a guardare serenamente a una storia che ci appartiene e che è giusto conoscere oltre che onorare, per chi lo voglia, da una parte e dall’altra, però per favore senza isterismi e fanfare e psicodrammi collettivi che non fanno bene né a chi c’era né a chi ne ha solo sentito parlare, ma soprattutto faranno malissimo a chi verrà.


Loading ...





Sommessamente, condivido! superare il baraccone insensato di questo psico-dramma “collettivo”, ed avviarsi verso la nazione sociale, la patria condivisa.
[…] È brutto da dire, ma anche settembre si avvia a diventare un mese noioso come aprile. […]