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Federal Reserve - Capitolo VIII (Parte quarta)

By admin • Mag 15th, 2008 • Categoria: Federal Reserve

Nel 1935 Bernard Baruch, re dell’industria americana, alle udienze del Nye Committee testimoniò: «il presidente Wilson mi dette una lettera con la quale mi autorizzava ad acquisire qualsiasi industria o impianto. Avevamo qualche problema col giudice Gary, presidente della United States Steel; quando gli mostrai quella lettera, disse “suppongo che dovremo sistemare questa faccenda”. E così fu» [101].

Alcuni membri del Congresso erano desiderosi di saperne sulle facoltà di Baruch di esercitare poteri di vita e di morte sull’industria americana in tempo di guerra: non era un industriale, e non aveva mai neanche messo piede in una fabbrica. Quando fu chiamato davanti al Comitato Congressuale, Bernard Baruch affermò che la sua professione era “speculatore”.

L’antico socio di Baruch, Eugene Meyer (Alaska-Juneau Gold Mining Co.), più tardi dichiarò che Baruch era “un imbecille”, e che era stato lui, Meyer, con i suoi collegamenti bancari e familiari (Lazard Frères), a indirizzare la carriera d’investitore di Baruch. Queste recriminazioni apparvero nel numero per il cinquantesimo anniversario del “Washington Post”, nell’editoriale del 4 giugno 1983: l’editore di Meyer, Al Friendly, scrisse che “ogni giornalista a Washington, compreso Meyer, sa che Bernard M. Baruch era un ipocrita presuntuoso”.

Il terzo membro del triumvirato, Eugene Meyer, era figlio di un socio dell’istituto bancario internazionale Lazard Frères, di Parigi e New York. Nel suo My Own Story, Baruch spiega così il modo in cui Meyer divenne capo della War Finance Corporation: «all’inizio della prima guerra mondiale m’imbattei in Eugene Meyer, Jr. (…), che era un uomo di grande integrità desideroso di stare nell’amministrazione pubblica» [102].

La nazione ha sofferto parecchio a causa delle persone “desiderose di stare nell’amministrazione pubblica”, perché quel desiderio è andato spesso notevolmente al di là dalla loro passione disinteressata per il lavoro al servizio del pubblico…

Meyer e Baruch, infatti, nel 1915 operarono in attività speculative in Alaska (Alaska-Juneau Gold Mining Company) e lavorarono insieme in altri progetti finanziari. La casa bancaria di famiglia di Meyer, la Lazard Frères, si specializzò nei movimenti internazionali d’oro.

La gestione della War Finance Corporation di Eugene Meyer comprende una delle operazioni finanziarie più sorprendenti mai registrate in questo paese — diciamo “parzialmente registrate” perché le successive investigazioni congressuali rivelarono che ogni sera, i libri, prima di essere portati davanti alla commissione d’indagine del giorno dopo, venivano sottoposti a modifica. Louis McFadden, presidente del Comitato delle Banche e della Valuta, comparve in due indagini su Meyer, nel 1925, e di nuovo nel 1930, quando fu proposto come Governatore della Federal Reserve Board. Il 2 marzo 1925 il Comitato Scelto d’Indagine sulla Distruzione delle Obbligazioni del Governo presentò il rapporto No. 1635 sulla “preparazione e distruzione delle obbligazioni del governo”.

Queste indagini possono spiegare perché, alla fine della prima guerra mondiale, Eugene Meyer arrivò a comprare il controllo dell’Allied Chemical and Dye Corporation, e poi il più influente giornale della nazione, il “Washington Post”.

Le operazioni fraudolente “della tesoreria, prima del 20 giugno 1920 [che includono liquidazioni per acquisti e vendite], eseguite dalla War Finance Corporation [con Eugene Meyer, amministratore delegato], furono in gran parte portate avanti dall’amministratore delegato della War Finance Corporation, così come le liquidazioni da parte del Tesoro, insieme all’assistente segretario del Ministro del Tesoro. I registri mostrano che la base del prezzo pagata dal governo sopra i $ 1,894 milioni di valore d’obbligazioni ($1,894.000.000,00) e che la tesoreria acquistò attraverso la War Finance Corporation, non è il prezzo di mercato ma il costo dell’obbligazione più l’interesse, e che gli elementi che sono registrati nel saldo non sono segnati nel carteggio.

L’amministratore delegato della War Finance Corporation affermò che furono lui stesso ed un assistente del Ministro del Tesoro [Jerome J. Hanauer, socio di Kuhn, Loeb Co.,. la cui figlia sposò Lewis L. Strauss] a concordare il prezzo: esso era semplicemente una cifra studiata dall’assistente del Ministro del Tesoro, e lo stesso avvenne per le obbligazioni acquistate per la War Finance Corporation. Per tutta la durata di queste operazioni e fino a una data abbastanza recente l’amministratore delegato della War Finance Corporation, Eugene Meyer Jr,. per la sua attività privata mantenne un ufficio al No. 14 di Wall Street - New York City, e tramite la War Finance Corporation smerciò obbligazioni del governo per un valore di circa 70 milioni di dollari, e comprò obbligazioni per circa 10 milioni di dollari. […] Immediatamente dopo queste rivelazioni al Comitato, l’amministratore delegato incaricò lo studio commercialista Ernst & Ernst di riesaminare i registri della War Finance Corporation […]. Ma mentre lo studio sopracitato conduceva il suo esame, anche la War Finance Corporation continuava a falsificare i registri. […] Il comitato non fu in grado di determinare fino a che punto questi libri furono alterati durante il processo. Dopo il mese di giugno del 1921, furono distrutte obbligazioni per un valore pari a circa 10 miliardi di dollari”.

Fu il “Washington Post” di Eugene Meyer, all’epoca diretto da sua figlia, Katherine Graham, a guidare mezzo secolo più tardi la cacciata di un Presidente degli Stati Uniti dalla Casa Bianca a causa di una menzogna [*]. Cosa si deve pensare delle rivelazioni sul traffico illecito di obbligazioni per un valore di centinaia di milioni di dollari ai tempi dell’incarico di Meyer nella War Finance Corporation; della modifica dei libri contabili durante un’inchiesta congressuale; e del fatto che Meyer ne uscì con molti milioni di dollari in tasca, grazie a quali in seguito poté acquistare fra l’altro l’Allied Chemical Corporation e il “Washington Post”? Per inciso, la Lazard Brothers, l’istituto bancario della famiglia Meyer, maneggia personalmente le fortune di molti dei nostri politici di primo piano, inclusa la famiglia Kennedy.

Oltre a Warburg, Baruch e Meyer, dopo il 1917 arrivarono a Washington una moltitudine di soci, impiegati e satelliti della J.P. Morgan Co. e della Kuhn& Loeb Co., per amministrare il destino del popolo americano.

 

Note

[101] Baruch scelse come vicepresidente del War Industries Board uno speculatore di Wall Street, Clarence Dillon (Clarence Lapowski).


[102] Bernard Baruch, My Own Story, Henry-Holt Company, New York 1957, p. 194.


[*] Il riferimento è allo scandalo Watergate, che nel 1974 obbligò il presidente Richard Nixon a dimettersi.


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