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Federal Reserve - Capitolo VIII (Parte terza)

By admin • Mag 5th, 2008 • Categoria: Federal Reserve

I retroscena della Kuhn&Loeb Company sono esposti in Truth Magazine [95]: «il sig. Schiff è a capo di un grande istituto bancario privato, la Kuhn&Loeb e Co., che rappresenta gli interessi di Rothschild da questa parte dell’Oceano Atlantico. È descritto come uno stratega finanziario ed è stato negli anni il ministro finanziario di quel grande potere impersonale conosciuto come la Standard Oil. È stato in stretta relazione con gli Harriman, i Gould ed i Rockefeller in tutte le loro iniziative volte allo sviluppo della rete ferroviaria, ed è diventato il potere dominante ne mondo dei trasporti su rotaia e in quello della finanza americana. Louis Brandeis, in virtù della sua grande abilità d’avvocato e per altre ragioni che appariranno più tardi, fu scelto da Schiff come lo strumento attraverso il quale sperava di realizzare le sue ambizioni nella Nuova Inghilterra. Il suo lavoro fu di mandare avanti un’agitazione che doveva minare la fiducia pubblica nel sistema del New Haven e causare un deprezzamento del valore delle sue obbligazioni, così da farli acquistare a prezzi stracciati dagli agitatori stessi».

Menzioniamo qui l’avvocato di Schiff, Brandeis, perché il primo incarico disponibile nella Corte Suprema degli Stati Uniti che Woodrow Wilson poté assegnare toccò appunto all’avvocato Brandeis. Non solo: l’U.S. Food Administration era gestita dall’amministratore di Hoover, Lewis Lichtenstein Strauss, che entrò nella Kuhn & Loeb Company dalla porta principale (per così dire) sposando Alice Hanauer, figlia del socio Jerome Hanauer; e un socio della Kuhn & Loeb Company figura anche in un campo delicato come quello dello spionaggio militare: William Wiseman, capo del servizio segreto britannico, che lavorò in stretta vicinanza all’alter ego di Wilson, il col. House. «Tra House e Wiseman c’erano pochi segreti politici e dai loro intenti congiunti derivò in larga misura la nostra stretta cooperazione con i Britannici» [96].

Un esempio della cooperazione di House con Wiseman è l’accordo riservato, negoziato da House, che impegnava gli Stati Uniti ad entrare nella prima guerra mondiale al fianco di Gran Bretagna e Francia. L’accordo era stato siglato dieci mesi prima delle elezioni che riportarono Wilson alla Casa Bianca nel 1916 “perché ci ha tenuto fuori della guerra”, e poi ratificato formalmente dallo stesso Wilson il 9 marzo 1916 [97].

Niente può illustrare meglio la duplicità della natura di Woodrow Wilson e della sua campagna su scala nazionale a fianco dell’Inghilterra e Francia. E questo spiega perché veniva giudicato con disprezzo da chi conosceva i retroscena della sua carriera. Il giornalista e critico letterario Henry Louis Mencken scrisse che Wilson era «il modello perfetto dello zotico cristiano», e che si sarebbe dovuto «intagliare le sue ossa e farci dei dadi».

Secondo il “New York Times”, la lettera di dimissioni di Paul Warburg confermò che erano state sollevate alcune obiezioni per il fatto che un fratello di Warburg apparteneva ai servizi segreti elvetici. Il New York Times non ha mai corretto questa plateale falsità, forse perché la Kuhn&Loeb Company controllava la maggioranza delle sue azioni: Max Warburg non era svizzero, e sebbene probabilmente sia venuto a contatto con i servizi segreti svizzeri durante il suo ufficio come capo del servizio segreto tedesco, nessun redattore o curatore responsabile del “New York Times” può essere all’oscuro del fatto che Max Warburg era tedesco, che l’istituto bancario di famiglia era ad Amburgo e che lui stesso ricopriva un certo numero di alti incarichi nel governo tedesco. Egli rappresentò la Germania alla Conferenza di Pace di Versailles, e rimase tranquillamente in Germania fino al 1939, negli stessi anni in cui i suoi correligionari venivano perseguitati; all’approssimarsi della guerra, quando le bombe potevano piovere sulla Germania, Max Warburg ebbe il permesso di volarsene a New York con i suoi capitali intatti.

All’inizio della prima Guerra Mondiale, la Kuhn&Loeb Company si distinse per il trasferimento degli interessi del naviglio tedesco sotto un altro controllo. Per evitare il danno Cecil Spring-Rice, ambasciatore britannico negli Stati Uniti, in una lettera a Lord Grey scrisse: «un’altra questione è la domanda del trasferimento della bandiera alla compagnia di navigazione Hamburg Amerika. La compagnia è in sostanza un’impresa del Governo tedesco. Le navi sono utilizzate per missioni di Governo e l’imperatore stesso è un grande azionista della compagnia, così come la grande casa bancaria Kuhn&Loeb Company. Un membro di questa casa (Warburg) è stato assegnato ad una posizione di alta responsabilità a New York, sebbene fosse a malapena naturalizzato. Ha interessi d’affari con il Ministro del Tesoro, che è il genero del Presidente, ed è lui che sta negoziando per conto della Compagnia di Navigazione Hamburg Amerika» [98].

Il 13 novembre 1914, in una lettera a Sir Valentine Chirol, Spring-Rice scrisse: «mi è stato riferito oggi che il New York Times è stato in sostanza acquistato dalla Kuhn&Loeb and Schiff, che gode della protezione speciale dell’imperatore. Warburg, strettamente connesso con Kuhn&Loeb and Schiff, è uno dei ben noti fratelli Warburg di Amburgo: è socio di Ballin (Hamburg Amerika Line) ed è un membro del Federal Reserve Board o piuttosto il suo membro più importante. Egli controlla in concreto la politica finanziaria dell’Amministrazione e la Paish & Blackett (Inghilterra) ha negoziato principalmente con lui. Naturalmente, fu proprio la stessa persona a negoziare con la Germania. Tutto quello di cui si è parlato era di proprietà tedesca» [98 bis].

Il col. Garrison ebbe a scrivere che «attraverso l’istituto bancario della Kuhn&Loeb Company, nelle mani del kaiser tedesco fu messa un’arma potente capace di pesare sul destino del commercio americano e dei cittadini americani» [99].

Garrison si stava riferendo alla faccenda dell’Hamburg Amerika.

Sembra strano che Woodrow Wilson ritenesse necessario mettere la nazione nelle mani di tre uomini la cui storia personale era la speculazione spietata e la ricerca del guadagno individuale; o che durante la guerra con la Germania, egli riunisse in un trust di tale portata persone come un immigrato tedesco naturalizzato nel 1911, il figlio di un immigrante polacco ed il figlio di un immigrato francese.

Bernard Baruch fu il primo a richiamare l’attenzione di Wall Street nel 1890, mentre lavorava per la A.A. Housman & Co. Nel 1896 unificò le sei principali compagnie di tabacco degli Stati Uniti nella Consolidated Tobacco Company, costringendo James Duk e l’American Tobacco Trust ad entrare in quest’associazione. Il secondo grande trust costituito da Baruch portò l’industria del rame nelle mani della famiglia Guggenheim, che da allora ne ebbe il controllo. Baruch lavorò con Edward H. Harriman, uomo di copertura di Schiff nel controllo sul sistema ferroviario d’America per conto della famiglia Rothschild. Baruch e Harriman unirono le loro capacità per assicurarsi il controllo del sistema dei trasporti di New York, in difficoltà finanziarie.

Nel 1901, Baruch formò la ditta Baruch Brothers, banchieri, insieme al fratello Herman, a New York. Nel 1917, quando Baruch fu nominato Presidente del War Industries Board, il nome fu cambiato in Hentz Brothers.

Testimoniando davanti al Comitato Nye il 13 settembre 1937, Bernard Baruch affermò che «tutte le guerre hanno un’origine economica», minimizzando la portata dei disaccordi religiosi e politici solitamente additati come le cause delle guerre [100].

Secondo il “New Yorker” Baruch realizzò un guadagno di settecentocinquantamila dollari in un solo giorno durante la prima guerra mondiale, dopo che si era diffusa a Washington una falsa voce di pace. Nel “Who’s Who” si afferma che Baruch, come membro della Commissione, ebbe a che fare con tutti i beni acquistati dagli alleati durante la guerra. Anzi, Baruch era la Commissione. Spese i soldi del contribuente americano in ragione di dieci miliardi di dollari in un anno, e fu anche un membro influente del Munitions Price-Fixing Committee. Fissò i prezzi a cui il governo comprava i materiali bellici. Sarebbe da ingenui presumere che le ordinazioni non finissero dove lui e suoi soci avevano più di un interesse da coltivare.

 

Note

[95] “Truth Magazine”, George Conroy, Boston, 16 dicembre 1912.

[96] Edward M. House, The Intimate Papers of Col. House, Vol. II, p. 399, Houghton, Mifflin Co.

[97] George Sylvester Viereck, Strangest Friendship: Woodrow Wilson and Colonel House, p. 106.

[98] The Letters and Friendships of Sir Cecil Spring Rice: A Record, vol. 2, p. 219-220.

[98 bis] Ivi, p. 241.

[99] Col. Elisha Garrison, Roosevelt, Wilson and the Federal Reserve Law, Christopher Publishing House, Boston, 1931, p. 260.

[100] Baruch, inoltre, in questa testimonianza affermò: «ho aiutato a superare la guerra grazie a tre investimenti, nell’Alaska Juneau Gold Mining Company (con il socio Eugene Meyer), nel Texas Gulf Sulphur, e nell’Atolia Mining Company (tungsteno)». Il 21 febbraio 1921 il repubblicano Mason (Illinois) dichiarò in Parlamento che durante la guerra Baruch aveva realizzato più di 50 milioni di dollari grazie al commercio di rame.


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