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Federal Reserve - Capitolo VIII (Parte prima)

By admin • Mar 22nd, 2008 • Categoria: Articoli, Federal Reserve

Capitolo VIII

(Parte prima)

 

LA PRIMA GUERRA MONDIALE

 

 

«La circolazione della moneta è peggio di ogni contrabbando»
William Jennings Bryan

È adesso chiarissimo che non avrebbe potuto esserci guerra mondiale senza il Federal Reserve System. Sono accaduti una serie di strani eventi, nessuno dei quali è stato fortuito. Senza la candidatura di Theodore Roosevelt, il popolare presidente Taft sarebbe stato rieletto, e Woodrow Wilson sarebbe ritornato nell’oscurità (87). Se Wilson non fosse stato eletto, non ci sarebbe stato nessun Federal Reserve Act e la Prima Guerra mondiale avrebbe potuto essere evitata.

Le nazioni europee furono indotte a mantenere grandi eserciti permanenti dalla politica delle banche centrali, che dettarono le loro decisioni ai rispettivi governi. Nell’aprile del 1887, il “Quarterly Journal of Economics” segnalava: «una rassegna particolareggiata del debito pubblico dell’Europa mostra interessi e dei fondi per un totale annuo di 5 miliardi e 343 milioni di dollari. La conclusione di Neymarck coincide più o meno con quella di Atkinson: le finanze europee sono così disastrate che i governi potrebbero legittimamente chiedersi se la guerra, con tutte le sue terribili opportunità, non sarebbe preferibile al mantenimento di una pace così precaria e costosa. Se la preparazione militare dell’Europa non si pone come fine la guerra, si potrebbe arrivare al fallimento degli Stati. D’altra parte, invece, se tali follie non hanno in vista né la guerra né la rovina, allora puntano sicuramente ad una rivoluzione industriale ed economica».

Da 1887 al 1914, il sistema precario delle nazioni europee pesantemente armate tuttavia resistette alla bancarotta, mentre gli Stati Uniti continuarono ad essere una nazione debitrice, prendendo a prestito i soldi dall’estero, ma concedendo pochi prestiti internazionali, perché non disponevano di una banca centrale né di una mobilizzazione del credito. Il sistema di prestiti nazionali sviluppato dai Rothschild servì a finanziare le guerre europee durante il secolo diciannovesimo, poiché le diramazioni di Rothschild erano sparse in diversi paesi. Dal 1900, fu ovvio che i paesi europei non potevano permettersi altre guerre. Essi avevano grandi eserciti permanenti, il servizio militare obbligatorio e armi moderne, ma le loro economie non potevano sostenere spese ingenti. Il Federal Reserve System cominciò ad operare nel 1914, costringendo il popolo americano a prestare agli alleati venticinque miliardi di dollari che non furono mai restituiti, benché un considerevole interesse venisse pagato ai banchieri di New York. Il popolo americano fu indotto a fare la guerra al popolo tedesco, con il quale non avevamo in corso nessuna disputa politica o economica plausibile. Inoltre negli Stati Uniti, che figurano tra le nazioni più grandi del mondo, quasi la metà dei cittadini era di discendenza tedesca, e mancò poco che il tedesco non fosso adottato come lingua nazionale (88). Eppure quando l’ambasciatore tedesco in Turchia, il barone Wangeheim, chiese all’ambasciatore americano in Turchia, Henry Morgenthau, perché gli Stati Uniti avessero intenzione di fare la guerra alla Germania, si sentì rispondere: «Noi Americani stiamo per entrare in guerra per un principio morale». Si noti che Morgenthau parlava per conto del gruppo di operatori di beni immobili ad Harlem di cui era a capo. E ad incassare i proventi del First Liberty Loan [buoni del Tesoro governativi – n.d.e.] a saldo dei 400 milioni di dollari prestati alla Gran Bretagna all’inizio della guerra non fu il Tesoro americano ovvero il popolo, bensì il banchiere J.P. Morgan.

Per coprire il prestito concesso alla Gran Bretagna furono emessi 68 milioni di dollari in banconote secondo le clausole dell’Aldrich-Vreeland Act per l’emissione di banconote contro titoli: e questa fu l’unica volta che si adottò tale provvedimento. Le banconote furono ritirate non appena le banche della Riserva federale cominciarono ad operare, e furono sostituite dalle banconote della Riserva federale stessa.

Tra il 1915 e il 1916, Wilson mantenne fede agli impegni con i banchieri che gli fruttarono la Casa Bianca, continuando a concedere prestiti agli alleati. Il suo segretario di Stato, William Jennings Bryan, protestò ripetutamente, affermando che «La circolazione della moneta è peggio di ogni contrabbando». A partire dal 1917, i Morgan e la Kuhn&Loeb Company fecero fluttuare un miliardo e mezzo di dollari in prestiti agli alleati. I banchieri finanziarono anche numerose organizzazioni “pacifiste” che lavoravano per coinvolgere il popolo americano nella guerra mondiale. La Commission for Relief in Belgium (Commissione per il Soccorso in Belgio) fabbricò deliberatamente le storie di atrocità commesse dai tedeschi, mentre l’organizzazione fondata da Andrew Carnegie, la League for Enforce Peace, si muoveva a Washington per favorire l’entrata in guerra degli Stati Uniti. La League for Enforce Peace divenne poi il Carnegie Endowment for International Peace, che nel 1946 sarà affidata alla guida di Alger Hiss [presunta spia sovietica]. Qualcuno (89) ha detto di non aver mai visto nessun “movimento pacifista” porre fine a una guerra.

L’ambasciatore americano in Inghilterra, Walter Hines Page, si lagnò di non poter sostenere le spese necessarie per la sua posizione e Cleveland H. Dodge, presidente della National City Bank, gli offerse venticinquemila dollari in contanti da spendere in un anno. Nel 1916, H.L. Mencken accusò apertamente Page di essere un agente britannico: la cosa era ingiusta, perché Page era soltanto agente di alcuni banchieri.

Il 5 marzo 1917, Page spedì una lettera riservata a Wilson: «penso che la pressione di questa crisi imminente sia fuori della portata dell’Agenzia Finanziaria di Morgan […] L’aiuto più grande che possiamo dare gli alleati è un credito. A meno che non entriamo in guerra contro la Germania,è chiaro che il nostro Governo non può fare una tale concessione diretta di credito».

I Rothschild non si pronunciavano sulla capacità della Germania di continuare la guerra, a dispetto del caos finanziario causato dai loro agenti: Paul Warburg, che stava finanziando il Kaiser, e suo fratello Max che, come capo del Servizio Segreto Tedesco, autorizzò il treno di Lenin a passare attraverso le linee per realizzare la rivoluzione bolscevica in Russia. Secondo il Sottosegretario della Marina Militare, Franklin D. Roosevelt, l’industria pesante americana si stava preparando per la guerra da un anno. Esercito e Marina Militare cominciarono ad acquistare rifornimenti di guerra su vasta scala fin dagli inizi del 1916. Cordell Hull commentò nelle sue Memorie: «Il conflitto forzò il successivo sviluppo del principio della tassa sul reddito. Puntando, come fece, ad una grande platea finora esente dall’ imposta di reddito, la legge sulla tassazione del reddito fu decretata proprio al momento giusto per andare incontro alle richieste della guerra. Il conflitto aiutò anche a valutare l’effetto del Federal Reserve System, e proprio al momento giusto» (90).

Note
87 «In un momento di confidenza House mi rivelò: “Wilson è stato eletto da Teddy Roosevelt”»: George Sylvester Viereck, The Strangest Friendship in History, Woodrow Wilson and Col. House, Liveright, N.Y. 1932.
88 La convenzione costituzionale del 1787.
89 Emmett Tyrell Jr., “Richmond Time Dispatch”, 15 febbraio 1983: «ogni movimento di pace di questo secolo è stato seguito dalla guerra».
90 Cordell Hull, Memoirs, Macmillan, New York, 1948, v. 1, pag. 76.


2 Commenti »

  1. è possibile trovare in Orion on-line anche i primi VII capitoli, comparsi su Orion cartaceo?
    credo che sia un’ottimo servizio culturale messo a disposizione dei lettori, anche nuovi…

  2. Credo che non vi saranno problemi…solo questione di tempo :)

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