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Gli Usa, che sciocchi!

By admin • Set 7th, 2008 • Categoria: Articoli, [Ri]Letture


È noto che nell’agosto del 1990 l’Iraq di Saddam Hussein invase il Kuwait con il pretesto di una storica disputa territoriale con il piccolo Stato confinante. Una decisione sciagurata, quella del dittatore, da ogni punto di vista, ma non del tutto avventata. Hussein infatti deve essere rimasto piuttosto disorientato quando la macchina militare di Washington si erse minacciosa intimandogli di ritirarsi; dopotutto poco prima di lanciarsi nell’avventura kuwaitiana l’uomo forte di Baghdad sembrava aver ottenuto una sorta di benestare proprio dal Dipartimento di Stato americano. Mi riferisco all’incontro che egli ebbe con l’ambasciatrice statunitense a Baghdad, April Glaspie, il 25 luglio 1990 durante il quale la diplomatica americana fece una delle due seguenti cose: al meglio pasticciò malamente con le parole, al peggio rassicurò Hussein che gli Stati Uniti non sarebbero intervenuti se lui avesse invaso il Kuwait. Da anni ormai gli analisti mediorientali discutono sulla trascrizione irachena di quanto fu detto durante quell’incontro (mai smentita da Washington), e una prima versione contiene le seguenti parole pronunciate dalla Glaspie: “Noi non esprimiamo opinioni di sorta sui conflitti di arabi con arabi, come la sua disputa di frontiera col Kuwait… James Baker [l’allora segretario di Stato Usa, nda] ha istruito i nostri portavoce ufficiali di sottolineare questa direttiva. Noi speriamo che lei possa risolvere questo problema attraverso metodi adatti, come [il ricorso a] Klibi [segretario generale della Lega Araba, nda] o [a] il presidente Mubarak”. L’altra versione, quella più maligna e mai indiscutibilmente smentita, recita invece: “Noi non esprimiamo opinioni sui vostri conflitti di arabi con arabi, come la sua disputa col Kuwait. Il segretario Baker mi ha ordinato di sottolineare ciò che fu detto all’Iraq per la prima volta nel 1960, e cioè che la questione del Kuwait non è associata all’America” [Institute for Policy Studies, Washington D.C., Understanding the US-Iraq Crisis, gennaio 2003, by Phillis Bennis]. Non si tratta di dettagli da poco, poiché da diverse parti si argomenta che il dittatore iracheno potrebbe aver letto in quelle parole una sostanziale neutralità di fatto da parte di Washington, e che per questo si aspettasse in risposta alla sua aggressione militare al massimo una condanna in sede ONU senza reali conseguenze. Interrogata nell’aprile del 1991 dal Foreign Relations Committee del Senato americano, la Glaspie negò ogni responsabilità e quando le fu chiesto di spiegare come Saddam Hussein avesse potuto leggere nelle sue parole un’approvazione americana dell’invasione del Kuwait, ella rispose: “Scioccamente non capimmo che era stupido”.

 

 

(Paolo Barnard, Perché ci odiano, BUR Rizzoli, Milano 2006, pp. 62-63)


1 Commento »

  1. Devo dire che Sergio Romano mi sembra uno degli analisti più obiettivi fra le grandi firme italiane

    [b]Dove devono arrivare i confini della Nato? di Sergio Romano[/b] —> http://blog.panorama.it/opinioni/2008/09/12/romano-dove-devono-arrivare-i-confini-della-nato

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