Orion

Dal 1984 “Orion” contribuisce alla definizione di “potere” nell’epoca dominata dall’ideologia mondialista. In quasi 25 anni, la rivista ha prima di tutto favorito la lettura dello scenario politico-culturale nazionale e mondiale oltre gli schemi ortodossi imposti dalle ideologie classiche. Senza mai subire la tentazione di assurgere a pubblicazione dottrinaria, ha invece operato per favorire una delucidazione del principio amico/nemico e ridefinire in ambito culturale i rispettivi “minimi comuni denominatori” riscontrabili in ambiti valoriali profondi e non in astratte sovrastrutture ideologiche.
Sulla base di questa nuova distinzione “Orion” ha aperto una serie cospicua di dibattiti e temi di approfondimento con l’intento di contribuire alla costituzione — almeno in sede culturale — di un nuovo fronte antagonista a quello che regge l’attuale modello di sviluppo planetario. La consapevolezza di vivere un’epoca di transizione, la cui caratteristica dominante è la massificazione dei cervelli e degli spiriti da asservire alla logica della “società dello spettacolo”, ha così permesso di superare l’impasse rappresentata dal ripiegarsi su progetti passatisti e reazionari, di “sinistra” o di “destra” poco importa. La caratteristica di “Orion” consiste invece nell’accettare la modernità, e quindi per intero il bagaglio tecnologico e scientifico che essa comporta, conciliando però il nuovo con le esigenze specifiche dell’uomo, in un’ottica metapolitica che si contrappone a quanti fanno della modernità il grimaldello per scardinare la specificità umana. Una lettura superficiale e sporadica può indurre a rilevare — erroneamente — un’apparente disorganicità fra i testi. In realtà, non essendo una rivista dottrinaria “Orion” mantiene nelle sue pagine posizioni plurali seppure omogenee nei valori di fondo, nella piena consapevolezza che la messa a punto di nuove sintesi antagoniste — in un secolo la cui prerogativa è stata la contrapposizione ideologica feroce e sanguinosa — è cosa che richiede tempo e pazienza.
Forse la metafora che più di ogni altra si presta a definire “Orion” è quella della carta geografica: i suoi contenuti non rappresentano tanto un tentativo di elaborazione dottrinaria quanto piuttosto l’intenzione di rappresentare con autenticità la realtà dello scenario mondiale e nazionale allo stato delle cose, di modo che chiunque, informato su cosa c’è e dove sta, possa tracciare autonomamente la propria rotta e scegliere dove, come e con chi andare.

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