di Joe Fallisi *
A trentatre anni dalla stesura de “La controrivoluzione antifascista” (cfr. http://riot.ecn.org/pipermail/movimento/2008-February/002856.html), lo confermo: l’antifascismo resistenziale (”il peggior prodotto del fascismo”, secondo l’icastica definizione di Bordiga) rappresentò un fenomeno essenzialmente CONTROrivoluzionario. Non solo e non tanto perché è chiaro che non intendeva né poteva condurre, dopo gli incontri di Casablanca (gennaio 1943 - cfr. http://it.wikipedia.org/wiki/Conferenza_di_Casablanca) e di Jalta (febbraio 1945 - cfr. http://it.wikipedia.org/wiki/Conferenza_di_Jalta) e con la dirigenza stalinoangloamericana che fin da subito ne programmò e vincolò il percorso, a nessuno sbocco rivoluzionario (le rarissime eccezioni di qualche anarchico o internazionalista davvero autonomo non ebbero, dal punto di vista generale, alcun peso); ma per la ragione che il suo telos, oltre la lotta contro i fascisti e i nazisti, fu PROPRIO quello di riportare il Paese al dominio completo e “normale” della borghesia e del capitalismo, consegnandolo, mani e piedi, all’occupazione della plutocrazia d’oltre Atlantico (oggi presente in Italia con più di cento basi militari). Pur se con risultati parziali e a volte nulli, compromessi, ambiguità e l’impiego di mezzi autoritari, uno dei compiti che Mussolini si prefisse - fino alla catastrofe della guerra e persino, ancor più, nel corso della medesima - fu di porre un severo ARGINE alla “libertà” dell’economia. La politica, per il tramite dello Stato “etico” (cioè di un organismo pubblico non corrotto e super partes - l’esatto opposto di quel che è ora), doveva tenere saldamente le redini di quest’ultima, NON il contrario. E ciò allo scopo del maggior bene sociale possibile, in primis dei lavoratori. Stanno a dimostrarlo le numerose, notevoli misure in questo senso ideate e varate dal regime soprattutto (ma non solo) durante i suoi quindici anni iniziali (cfr. http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/49495). Così come, a contrario, parlano in modo esplicito gli appositi atti sostitutivi e/o abrogativi che recano la firma del CLN(1). Basterà citarne tre, decisivi ed emblematici. Il 14 settembre 1944, con Decreto Legge Luogotenenziale n. 287 (G.U 9-11-1944, n. 79), fu in sostanza annullata la tutela del lavoro che era prevista, per “tutte le sue forme organizzative ed esecutive, intellettuali, tecniche e manuali” nel Capo I (”Disposizioni generali”), art. 2060, del Libro V, Titolo Primo (”Della disciplina delle attività professionali”) del Codice Civile allora vigente. Due mesi dopo, il 23 novembre 1944 (decreto legislativo n. 369 - G.U. 16-12-1944, n. 95), si procedette all’intera abrogazione del Capo II, quello che riguardava le “ordinanze corporative” e gli “accordi economici collettivi”. Infine, la mattina del 25 aprile 1945, come suo PRIMO atto legislativo, il neo governo di liberazione abolì il Decreto Legge sulla Socializzazione, in quarantacinque articoli, che era stato approvato il 12 febbraio 1944. Quest’ultimo prevedeva un ordinamento economico in cui erano fondamentali i seguenti istituti: possibilità, per le aziende che estraevano materie prime, producevano energia o che erano impegnate in altri settori importanti per l’indipendenza dello Stato, di essere acquisite alla proprietà di quest’ultimo; consigli di gestione che deliberassero sull’organizzazione della produzione e la ripartizione degli utili; consigli di amministrazione formati da rappresentanti degli azionisti e dei lavoratori; responsabilità personale dei dirigenti di fronte allo Stato; nuove regole sulle nomine dei sindacalisti, dei commissari governativi e sui compiti di un nuovo ente pubblico, l’Istituto di gestione finanziamento. Si noti che la socializzazione, pur nelle condizioni apocalittiche di allora e in un periodo brevissimo (con l’ovvia ostilità dei capitalisti, ma anche dei nazisti), riguardò imprese niente affatto di second’ordine: l’Alfa Romeo, la Dalmine, la Montemacchine, la Burgo, la Fiat, la Montecatini, le Acciaierie e Ferrerie Lombarde, la Puricelli, la Mondadori, l’Olivetti… E ancora nel marzo del 1945 Nicola Bombacci arringava in Piazza de’ Ferrari a Genova più di 30.000 operai. “Per [nera] ironia della sorte la realizzazione integrale della socializzazione era prevista per il 25 aprile 1945″ (http://it.wikipedia.org/wiki/Repubblica_Sociale_Italiana)(2).
NOTE
(1) “Il CLN ha coordinato e diretto la Resistenza (http://it.wikipedia.org/wiki/Resistenza_italiana) e fu diviso in CLNAI (Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia, presieduto dal 1943 - http://it.wikipedia.org/wiki/1943 - al 1945 - http://it.wikipedia.org/wiki/1945 - da Alfredo Pizzoni - http://it.wikipedia.org/wiki/Alfredo_Pizzoni) con sede nella Milano occupata e CLNC (Comitato di Liberazione Nazionale Centrale); operò come organismo clandestino durante la Resistenza ed ebbe per delega poteri di governo nei giorni di insurrezione nazionale.” (http://it.wikipedia.org/wiki/CLNAI)
(2) Cfr. http://it.wikipedia.org/wiki/Sansepolcrismo
http://it.wikipedia.org/wiki/Carta_del_Lavoro
http://www.polyarchy.org/basta/documenti/carta.lavoro.1927.html
http://it.wikipedia.org/wiki/Corporativismo
http://it.wikipedia.org/wiki/Terza_via_%28fascismo%29
http://it.wikipedia.org/wiki/Ezra_Pound#Ezra_economista
http://it.wikipedia.org/wiki/Manifesto_di_Verona
http://it.wikipedia.org/wiki/Socializzazione_dell%27economia
http://www.storia900bivc.it/pagine/editoria/neiretti200.html
http://it.wikipedia.org/wiki/Nicola_Bombacci
http://www.instoria.it/home/nicola_bombacci.htm
http://www.confederazioneculta.org/pg009.html
http://degathebest-ia.spaces.live.com/blog/cns!62ED22F92E4F36E9!1802.entry?wa=wsignin1.0
http://www.italia-rsi.org/uomini/bombacci.htm
http://www.collettivamente.com/articolo/2183335.html
http://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Spinelli_%28politico%29
http://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Solaro
http://it.wikipedia.org/wiki/Angelo_Tarchi_%28politico%29
http://it.wikipedia.org/wiki/Stanis_Ruinas
http://www.archiviogiuridico.it/Archivio_10/Sargenti.pdf
http://www.orionlibri.com/index.php?sezione=biblioteca&page=showfile&idn=62
Nota: Chi è Joe Fallisi
“Mica semplice parlare di Joe Fallisi. Perché, mutatis mutandis, credo che sia, per capacità e interessi, la persona che più in Italia assomiglia a Boris Vian. Innanzitutto, Joe Fallisi è un anarchico milanese. Uno di quelli che, nella caccia alle streghe susseguita alla strage di Piazza Fontana ed all’arresto di Pietro Valpreda, viene ricercato dalla polizia e si deve nascondere. Poi è un tenore lirico e un compositore per piano. Poi è uno scrittore e interprete di canzoni, che va a suonare e cantare (spesso assieme a Alessio Lega) dove lo chiamano. Circoli Anarchici, centri sociali, case del popolo, qualsiasi cosa. Poi è un attore di teatro e cinematografico. Poi è laureato in filosofia. E poi è anche un notissimo astrologo.
Insomma, è Joe Fallisi”.
Questo l’affettuoso ritratto di Riccardo Venturi, la prima cosa che trovi in rete smanettando con Google. A cui c’è però da aggiungere qualcosa: perché Joe è stato uno dei protagonisti del ’68 alla Statale di Milano (arrestato con Capanna per il sequestro del professor Trimarchi) ed esponente di punta di una corrente minoritaria dell’estrema sinistra libertaria, Ludd-i consiliaristi, con saldi collegamenti ai francesi di “Socialisme ou barbarie” e a una poco nota tradizione di un comunismo radicalmente antistalinista e antiautoritario.
Per finire Fallisi è stato una sorta di “curatore testamentario” dell’opera di Giorgio Cesarano, l’intellettuale situazionista morto suicida nel 1975, con il quale aveva scritto il profetico e visionario “Cronaca di un ballo mascherato”, testo di critica radicale del modo di produzione capitalista, mostruosamente fondato sulla “valorizzazione del falso” e reperibile nel sito web dello stesso Fallisi.