OrionOnline

Libertà o morte per l’Iraq

By admin • Set 7th, 2008 • Categoria: Articoli, [Ri]Letture


Quando l’Iraq cominciò a preparare l’incursione militare nel Kuwait, gli Stati Uniti non resero pubblica la loro disponibilità a intervenire a fianco del Kuwait. Al contrario gli Usa diedero a Saddam Hussein il via libera affermando ripetutamente una posizione di neutralità rispetto alla questione, contraria però alla loro politica. Il 25 luglio, mentre le truppe di Saddam erano ammassate sul confine kuwaitiano in attesa di attaccare, dopo che il dittatore iracheno la informò che i confini del Kuwait erano stati stabiliti in epoca coloniale, l’ambasciatrice Usa in Iraq April Glaspie disse a Saddam:

 

“Abbiamo studiato la storia a scuola. Ci hanno insegnato a dire: libertà o morte. Credo lei sappia bene che noi […] abbiamo fatto esperienza del colonialismo. Non abbiamo alcuna opinione sui conflitti interarabi, come la sua controversia di confine con il Kuwait [… Il segretario di Stato] James Baker ha disposto che i nostri portavoce ufficiali sottolineino questa direttiva.”

 

Il 24 luglio, la signora Glaspie [aveva ricevuto] un cablogramma dal dipartimento di Stato americano che la istruiva a ripetere agli ufficiali iracheni che gli Usa “non prendevano posizione” sui conflitti “interarabi” […]. John Stockwell, un’autorità in fatto di politica estera statunitense e funzionario CIA di grado più alto a dare le dimissioni e usire allo scoperto, ha condotto un’importante revisione del ruolo della Glaspie in un’ampia gamma di decisioni politiche Usa […]. Con riferimento alla guerra del Golfo, Stockwell osserva che “gli Stati Uniti, il Kuwait e l’Arabia Saudita convinsero con l’inganno Saddam Hussein e l’Iraq” ad attaccare il Kuwait. Saddam Hussein aveva “protestato […] formalmente presso ogni organismo pubblico” contro le politiche kuwaitiane appoggiate dagli Usa di “guerra economica” contro l’Iraq. Dalla comunità internazionale non venne risposta alcuna. Nell’estate del 1990 Saddam “convocò l’ambasciatrice Usa April Glaspie, e le chiese quale fosse la posizione statunitense […] sulla difesa del Kuwait. Lei non sapeva di essere registrata, e durante la conversazione disse dieci volte che [gli Stati Uniti] non avevano alcun accordo difensivo con il Kuwait”, aggiungendo che “il segretario di Stato [James Baker] le aveva ordinato di sottolineare questa direttiva”, e inoltre che “lei aveva conferito con il presidente in merito”. Stockwell puntualizza anche il fatto cruciale che l’allora membro del Congresso Usa Lee Hamilton — membro del Committee on International Relations della Camera Usa, presidente del Joint Economic Committee e ora direttore dell’International Center for Scholars Woodrow Wilson — dichiarò che gli Stati Uniti avevano in effetti deliberatamente spronato l’Iraq a invadere il Kuwait: “Il membro del Congresso Lee Hamilton concluse, nel corso di udienze sulla questione, che [l’America] aveva scientemente dato a Saddam Hussein il via libera per invadere il Kuwait”. Le parole testuali di Hamilton furono: “Siamo stati noi a dare a Saddam Hussein il via libera per invadere il Kuwait” [John Stockwell, The CIA and the Gulf War, discorso tenuto al Louden Nelson Community Center, Santa Cruz (California), 20 febbraio 1991, http://www.serendipity.li/cia/stock2.html].

 

 

(Nafeez Mosaddeq Ahmed, Dominio. La guerra americana all’Iraq e il genocidio umanitario, Fazi Editore, Roma 2003, pp. 54-55)


Lascia un commento