Meditazione sull’acqua (II)
By admin • Giu 1st, 2008 • Categoria: Articoli, Tradizionalmente Scrittidi Yggdrasill
[…] e annegò nelle acque fangose (A una moneda)
Le acque sono il luogo
In questa spazialità sconosciuta s’insinua il poeta che gettando un oggetto apparentemente estraneo, ma in verità ipostasi del proprio spirito, fa del suo semplice gesto un veicolo per partecipare del destino comune a chi, salpata l’ancora, non abbia più fatto ritorno. Perchè per coloro che rimangono a terra, sulle rive dei fiumi, sui bordi dei laghi, sulle scogliere dei mari o sulle morbide spiagge, chi affonda tra le acque non muore, semplicemente scompare. Egli non è più, ma, nonostante tutto, ancora e sempre è. Solo non si sa dove…
A una moneta
Fredda e tempestosa la notte in cui salpai da
Doppiando il Cerro,
gettai dal ponte più alto
una moneta che luccicò e annegò nelle acque fangose
una cosa di luce che il tempo e la nebbia si presero via.
Ebbi l’impressione di aver compiuto un gesto irrevocabile,
di avere aggiunto alla storia
due serie incessanti, parallele, forse infinite:
il mio destino, fatto di ansietà, di amore e di vane vicissitudini,
e quello di quel disco di metallo
che le acque avrebbero dato al molle abisso
o ai remoti mari che rodono ancora
spoglie
Ad ogni istante nel mio sonno o nella mia veglia
ne corrisponde un altro della cieca moneta.
A volte ho provato rimorso
e altre, invidia,
di te, che sei, come noi, nel tempo e nel suo labirinto
e che non sai.
Jorge Luis Borges (1964)
(2. – continua)


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