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Quali piani per l’Iraq?

By admin • Set 7th, 2008 • Categoria: Articoli, [Ri]Letture

Permane il mistero su quali fossero i piani di Bush per l’Iraq e il Golfo nelle settimane che precedettero la fatale invasione del Kuwait. La trascrizione dell’ultima intervista concessa dal presidente iracheno all’ambasciatrice americana April Glaspie il 25 luglio, che poco correttamente Saddam registrò e rese pubblica, rivela un atteggiamento stranamente compiacente verso il bellicoso interlocutore. Gli Stati Uniti, diceva April Glaspie, non intendevano prendere alcuna posizione in merito alla disputa di confine con il Kuwait e auspicavano rapporti migliori con l’Iraq. Il 28 luglio, il presidente Bush fu informato dal direttore della Cia, William Webster, sui pericolosi movimenti iracheni in direzione del Kuwait. Saddam, sosteneva Webster, avrebbe invaso il Kuwait per potersi impadronire dei giacimenti petroliferi di Rumaila, che si estendevano lungo il confine, nonché delle due isole di Warba e Bubiyan, a poca distanza dalla costa irachena. La reazione di Bush fu di basso profilo: telegrafò a Saddam che gli Stati Uniti erano preoccupati per la minaccia irachena di usare la forza contro i propri vicini, ma nello stesso tempo intendevano migliorare i rapporti tra i due paesi. Il 31 luglio, due giorni prima che la Guardia repubblicana costringesse l’emiro al temporaneo esilio, il vice segretario di Stato, John Kelly, sottolineò ad una commissione del Congresso che gli Stati Uniti non avevano alcun obbligo di difendere il Kuwait.

 

(Alexander e Leslie Cockburn, Amicizie pericolose. Storia segreta dei rapporti fra Stati Uniti e Israele, Gamberetti Editrice, Roma 1993, pp. 408-409)


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