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Sangre Cavallum - “Patria Granitica”

By admin • Apr 21st, 2008 • Categoria: Articoli, Recensioni

l’Arcangelo

Sul piatto gira ininterrottamente da un po’ “Patria Granitica” dei Sangre Cavallum. Ascolto e la melodia si porta via le parole che avevo in mente di scrivere.

Recensire questo disco, uscito quasi un anno fa, è un’impresa. Perché… perché tutti quelli che non li hanno mai ascoltati prima o poi si (e mi) formuleranno la fatidica domanda: “ Sì , parrebbe un buon disco ma per capire meglio: a chi assomigliano?”.

E qui sorge l’ostacolo, perchè i SC non sono collocabili in uno specifico filone musicale, perché SC non sono inquadrabili in stilemi sonori precisi, perché i SC sono antichissimi e modernissimi allo stesso tempo e, soprattutto, perché i SC assomigliano a nessuno. Essi SONO. Punto.

No, chi scrive non è il loro produttore, non ci speculo nell’invogliarvi all’acquisto o semplicemente all’ascolto. Solo che nel mare della mediocrità spiccano le perle ed è un peccato buttarle ai porci per pigrizia di curiosità.

L’imperativo categorico, quando si ascolta un disco di questo gruppo portoghese è: sgomberare la mente.Via qualsiasi idea preconcetta vi siate formulati. Abbandonate immediatamente il pensiero che di qui parli di semplice Folk o, peggio, di Neo-Folk. Qui si parla di Tradizione.

Anzi, di “riappropriazione” delle tradizioni della Terra Natia, attraverso la riscoperta e la ricostruzione di antichi strumenti musicali, attraverso i culti e i miti pagani che mettevano l’uomo in comunione con la Natura e all’interno di Essa, nel recupero e nel tentativo di non perdere e disperdere la “cultura dei Castros” ( fortificazioni di pietra costruite sulla cime delle colline ), una particolare etnia (Callaecia) di guerrieri stanziale in un territorio, questa “Patria Granitica“ appunto, che comprendeva la Galizia, il Nord del Portogallo, parte delle Asturie e del Leòn.

Ed è alla pietra che è dedicato questo lavoro, perché la pietra era il fondamento di tutto, la roccia su cui e con cui costruire la vita di questi antichi villaggi, fatti sì di case e ripari e fortificazioni, ma anche di templi e dolmen e siti in cui praticare i rituali dedicati al Sole e a tutte le altre divinità, un sodalizio tra Uomini Dei e Natura impresso nella dura pietra e protetto da essa, cicli sacri dispersi e soffocati dall’avvento del Cristianesimo.

L’abbondante uso di strumenti tradizionali (chitarre portoghesi, mandolini, mandole, arpe, ricordini, melodiche, ciaramelle, pifferi e zampogne galiziani, e molti altri suonati tutti da B. Ardo), affiancati da una strumentazione più moderna analogica e digitale, ammanta questo lavoro di uno spirito sì evocativo e quasi nostalgico verso un passato ormai perduto e che si tenta di recuperare, ma lo scheletro affidato alle percussioni rende alla struttura sonora un’aria quasi marziale che non permette ad alcuno dei 10 pezzi che compongono il disco di scadere nella monotonia pur mantenendo un’impostazione ipnotica di raro coinvolgimento.

Sta qui la potenza di questo lavoro: mai un pezzo assomiglia ad un altro, all’ossatura granitica si affiancano e fondono ora sonorità che richiamano un certo incedere medievaleggiante (come in “Callaecia ao Peito”), ora inserti quasi industriali come in “Pedra-Patria”, che strizzano l’occhio a Blood Axis, già loro nume tutelare, o ipnotiche litanie come nei 7 minuti abbondanti di “A Canção Da Pedra”., o le rilassanti note cristalline che aprono “Cantilena De Pedreiros”, o l’incedere marziale di “Nabia Corona”, una lunga marcia di guerrieri che si incamminano, ordinatamente, verso l’infinito.

“Tradition, the stone that grinds the rebellions of tomorrow!”

Tracklist:

01. Luras De Breu
02.
A Canção Da Pedra
03. Cantilena De Pedreiros
04. Monólogo Pétreo
05. Pedra-Pátria
06. Primabera Dos Bombos De Pedra
07. Callaecia Ao Peito
08. Igrejas Derrubadas
09. Pátria Fecunda
10. Nabia Corona


2 Commenti »

  1. ottimo disco! Sangre Cavallum si conferma uno dei progetti più interessanti in circolazione.

  2. Uno dei progetti musicali piu belli degli ultimi anni.

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