Settembre, andiamo. È tempo…
By admin • Set 18th, 2008 • Categoria: Articoli, Spazio Dumasdi Alessandra Colla
… di migrare, avrebbe detto il Vate sognando di pastori Abruzzo stazzi e mare.
Io, che non sono il Vate e certo volo assai più basso, constato invece che è tempo di outing un tanto al chilo. E la cosa non mi soprende neanche un po’ — merito in parte dell’età che ormai mi mette al riparo da facili stupori, e in parte della sfacciataggine di certe dichiarazioni.
Il precedente illustre è stato Paolo Rossi, che un annetto fa ha proclamato apertis verbis di non essere mai stato comunista.
Buon fiuto, il ragazzo. Ammenoché non abbiamo preso tutti fischi per fiaschi e non ci siamo mai accorti che il Rossi era un ca.di.si.fe. in camuffa. Può succedere, eh?
Si vede che quel bell’entusiasmo lì non le è venuto meno col passare degli anni, che dio la conservi: e questo repentino cambiamento di fronte forse è imputabile allo stesso meccanismo per cui, intorno ai cinquanta, un giorno leggi il giornale come niente e il giorno dopo devi correre in farmacia ad acchiappare i corpootto.
E finalmente, last but not least, ecco a voi Gianfranco Fini con l’inedita equazione destra = antifascismo — così ardita che la rivoluzione copernicana gli fa un baffo a manubrio.
Non so voi, ma io non me la sento di disquisire dottamente sulla questione. Mi viene più facile, invece, denunciare questa operazione di marketing marchettaro; e sottolineare che la “destra” come la si è voluta intendere e far intendere negli ultimi anni è effettivamente tutto ciò che il fascismo esecrava, e che non ha nulla a che spartire con
Quella che, pur avvilendosi talvolta in pensieri parole ed opere di personaggi piccoli e piccini, ha comunque ispirato cattedrali dello spirito di non poco conto. Sulle quali si potrà e si dovrà discutere ad infinitum, se così piace, ma la cui solidità non è facile negare.
E se è vero che il Fascismo storico si proponeva di non essere né di destra né di sinistra, è pure vero che la destrucola bottegaia dei treni in orario, del liberismo economico e dei nouveaux riches liftati ha del Fascismo l’idea caricaturale contrabbandata da certa propaganda stracciona.
Ora, lo capisco benissimo che Fini e i suoi sodali mirano allo sdoganamento senza se e senza ma; né la cosa mi stupisce — ogni Potere, piccolo o grande che sia, tende inesorabilmente a conservare se stesso.
Però, se costoro vogliono tenersi il loro poteruccio da reggicoda, che si arrangino da soli. Senza lucrare sulla pelle di chi quella Destra se l’è scelta per bandiera, e senza fare strame della dignità di un’idea che per loro è, e fortunatamente resterà, irraggiungibile.


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E se la ” destra ” fosse stata sempre e solo con la ” d ” minuscola ?
E se quel concetto di ” Destra ” come categoria immortale dello spirito, fosse solo nell’ermeneutica esoterica indotta da pochi eletti menti endogene ad un ambinete , mentre a livello di analisi politica, storica, e comunicazione reale non esistesse nemmeno una Destra con ” D ” maiuscola ?
E se questa “irragiungibilità” fosse proprio il limite entropico dell’essere “troppo maiuscola” per essere comunicata ed esperita ?
E se infine lasciassimo alle orde mediatiche ( ed al loro destino reggi-codino ) questa inutile ” d ” minuscola , questo termine piuttosto plebeo, usato ed abusato da tutti, che tra Risorgimento, Fascismo e Neo-fascismo ha causato solo sconfitte, defezioni, inganni, deviazioni, tradimenti ed inutile perdita di tempo …?
Perchè invece non certificare la formula di questi giorni destra (…da sempre)= antifascismo ?
Ed infine se questa ” irragiungibilita’ ‘” affascinante fosse invece al contrario nella magnifica incompiutezza della ” sinistra tentazione ” , tutta interna ed endogena alla storia nazionale italica ?
per Francesco Mancinelli
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Certamente la “destra” come la intendono Fini e i suoi compari (vogliamo dire alleati che è più elegante?) rema da sempre contro il Fascismo — quello storico. Quello che viene dopo è un’altra cosa.
Ma non posso negare che la Destra come la intendeva Adriano Romualdi ha il suo fascino e il suo peso nella storia del pensiero. Ed è di questa che bisogna aver rispetto: ciò che non significa condividerne gli assunti.
Certo è indubbio che la destra ottocentesca ha fatto enormi danni a livello politico e culturale: ma forse perché già si aveva della destra l’immagine convenzionale e ristretta del conservatorismo becero e fine a se stesso, quello che innalza il proprio “particulare” al di sopra del senso altissimo dello Stato — penso a uno Stato organico, naturalmente, a una Gemeinschaft imperiale: e non certo agli aborti centralisti cui ci ha abituato la storia degli ultimi centocinquant’anni.
Il discorso come sai è complesso.
Alessandra C.
- “Essere se stesso” SIGNIFICA “morire essendo se stessi”. PERCHE’,PER TE IL SIGNIFICATO E’ FORSE UN ALTRO? -
Il fonditore di bottoni - da Peer Gynt di H.IBSEN
[…] (oriononline) […]