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Teppista, anzi fascista

By admin • Mag 12th, 2008 • Categoria: Editoriale

di Alessandra Colla

 

Ci risiamo.

La perquisizione in casa del bullo quattordicenne di Viterbo, colpevole di aver bruciato i capelli e spento sigarette sul braccio di un compagno di scuola insieme ad altri due teppistelli, ha rivelato che il ragazzino aveva archiviato nel suo pc «una gran quantità di materiale neonazista».

È lecito immaginare che negli ambienti della destra radicale, proprio com’è avvenuto per i recenti fatti di Verona, scatteranno domande e dibattiti. Anzi: non è lecito, è auspicabile.

Perché per decenni la c.d. “destra” si è affannata a predicare concetti come onore, lealtà, patria, dirittura morale etc. etc., individuandoli come cifra del portato culturale prima ancora che politico del fascismo e del nazionalsocialismo, non perdendo mai l’occasione per ribadire la diversità dagli odiati “compagni” (e pensare che in un discorso del 1919 Mussolini si rivolgeva ai fascisti veneziani chiamandoli “compagni fascisti”…); ma se adesso ogni volgare teppista o delinquente si sente in dovere di giustificare le sue bravate appellandosi al fascismo/nazismo, è chiaro che c’è un grosso problema di incomunicabilità che attraversa la “destra”, rendendola incapace di relazionarsi col mondo esterno.

Prenderne atto costituirebbe un significativo passo avanti: non foss’altro che per evitare di buttare alle ortiche la complessità etica e valoriale di quelle due esperienze ideologico-politiche.

Sembra una bella sfida: la raccoglierà, la destra radicale italiana?


3 Commenti »

  1. ottima domanda! ci riuscirà?….. guardando il panorama deserto e statico della mia provincia… non vi è da star tranquilli… alcuni (e in posizioni di rilievo nei movimenti di destra +o- radicale) hanno il sacro culto dell’imposizione delle mani e della violenza gratuita (altro che etica! altro che valori!)… rimane lo scandaloso comportamento dei media (anche se prevedibile!)…..

  2. Io spero vivamente che si riuscirà a sganciarsi dalle logiche duropuroviolente che hanno spesso contraddistinguono alcune sezioni e gruppi. Non rifiutare la violenza in quanto tale, ma rifiutare, scacciare, ostracizzare la violenza senza senso.
    Penso che la parola Disciplina sia comunemente ignorata nella prassi comune, purtroppo.

  3. Ci tocca ( e ci toccherà) vivere nel “mondo liquido (grazie Baumann!).
    Sempre di più mi convinco che il futuro impone la creazione di nuove coordinate mentali ancor prima che ideologiche.
    Bisogna avere il coraggio di “seppellire i morti” (assieme alla loro estetica) e di lasciarli riposare circondati dal nostro rispetto.
    Sforzarsi di inventare nuove categorie di pensiero è indispensabile per compendere ed affrontare una realtà che ha già affossato quelle vecchie.
    L’alternativa è la solo la testimonianza da anime belle che finirà (o sta già finendo?) chiusa in un ecomuseo.

    WNK

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